Sapere Scienza

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La NASA sta lavorando su qualcosa di piccante. Non ci fraintendete: non si tratta di uno scandalo o di vicissitudini simili, ma proprio di peperoncino. Un gruppo di scienziati dell'agenzia spaziale statunitense sta per inviare nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il materiale necessario per crescere delle piante di peperoncino di varietà Española. Cos'ha di speciale questo progetto? Quali sono le sue finalità?

Ci sarà stasera, 27 luglio 2018, un'eclissi di Luna totale da record: un'ora e 43 minuti in cui il nostro satellite sarà completamente coperto dal cono d'ombra proiettato dalla Terra. La fase di totalità più lunga di questo secolo.

Sarà possibile far crescere ortaggi sul suolo marziano per sostentare gli astronauti impegnati in missioni esplorative? I cinefili avranno già immaginato scenari simili a quelli visti nel film The Martian, dove l’astronauta botanico interpretato da Matt Damon, abbandonato sul Pianeta rosso, cerca di coltivare un piccolo campo di patate per sopravvivere. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e il dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano, hanno da poco inviato un prototipo di “orto marziano” all’Austrian Space Forum per sperimentarlo all’interno della missione Amadee-18.

Un salto verso un nuovo modo di esplorare lo spazio. Potremmo interpretare così il successo della fase finale di sperimentazione di Starhopper, la "cavalletta spaziale" progettata dalla SpaceX, l'azienda del visionario Elon Musk. Il veicolo è un prototipo pensato per i futuri viaggi su Marte, in grado di volare e atterrare in maniera controllata. Come è andata la messa a punto di questa navicella? A cosa servirà questa tecnologia?

Tra le ultime notizie provenienti da Marte nelle precedenti settimane figurava quella del rilevamento di metano nell'atmosfera operata da due differenti strumenti, lo spettrometro di Fourier a bordo della sonda Mars Express e il rover Curiosity. Ma ecco che, a pochi giorni dalla pubblicazione di questi dati, è comparso su Nature un nuovo studio: "No detection of methane on Mars from early ExoMars Trace Gas Orbiter observations". Nessuna traccia di metano registrata da uno strumento con un'altissima sensibilità. Cosa potrebbe spiegare queste informazioni apparentemente discordanti?

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grandivoci 3 col

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