Sapere Scienza

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Erano le 12:40 del 30 settembre 2016. Dopo 12 anni di lavoro, la sonda Rosetta terminava il suo compito, raggiungendo il lander Philae sulla cometa che stavano ormai studiando da tanto tempo. Era la fine di una missione che, oltre alla grande validità scientifica, ha il merito di aver avvicinato il pubblico alla conoscenza dello spazio come mai era accaduto in precedenza.

Rosetta è una missione meravigliosa. L'ho seguita fin dall'inizio, da prima del lancio, da giornalista ESA (Agenzia Spaziale Europea), con gli occhi fuori dalle orbite (a differenza di Rosetta, che dalle orbite non è mai uscita): non si era mai sentito di una sonda che viaggia per miliardi di chilometri, fino a raggiungere una cometa. Una cometa? Un sasso sconosciuto, probabilmente ghiacciato, ma che di cometa non aveva niente se non - appunto - l'orbita. E poi? Una volta raggiunta la cometa? Ah, una volta che la cometa sia stata raggiunta, Rosetta ci si è messa a girare intorno, con la presunzione di accompagnarla in tutto il suo avvicinamento al Sole. E vedere nascere la coda. Pensate: abbiamo mandato un paio di occhi robotici - più di un paio, a dire il vero, e molto più che semplici occhi - a osservare la nascita della coda di una cometa. Straordinario.
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