Sapere Scienza

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Qualcuno avrà certamente notato che ogni sei mesi, immancabilmente, una qualche agenzia spaziale lancia trionfalistici comunicati stampa annunciando la scoperta dell’acqua su Marte. Un fatto alquanto strano, dato che una cosa può essere scoperta solo una volta e che l’esistenza di acqua nell’atmosfera marziana fu dimostrata dall’astronomo americano Vesto Slipher…

Riuscire a filtrare e purificare le acque è un obiettivo centrale per il recupero di risorse compromesse a causa dello spesso sconsiderato sfruttamento e inquinamento da parte della società. È per questo che i ricercatori francesi del CNRS - Center National de la Recherche Scientifique - hanno sviluppato una membrana con dei canali artificiali ispirati a qualcosa di già esistente in natura: le acquaporine, le proteine che formano i pori nelle membrane biologiche. Cosa rende queste strutture bioispirate così speciali? Scopriamolo insieme.

Da tempo Europa, satellite di Giove, è un candidato d'eccellenza per ospitare la vita extraterrestre, perché il suo oceano sottosuperficiale potrebbe contenere microrganismi. Ora, il telescopio Hubble della NASA ha scoperto che questa luna emette geyser nello spazio.

La presenza di acqua liquida al di sotto delle calotte polari di Marte è sempre stata intuita ma mai osservata. Fino a quando il radar MARSIS non è riuscito a trovarne le prove e i suoi dati sono stati elaborati e pubblicati in un articolo appena uscito su Science, che vede come autori un team tutto italiano.

Gli stomi sono piccolo pori presenti sulle foglie delle piante e, nonostante le loro dimensioni, esercitano una grande influenza sulla salute del nostro pianeta. Attraverso queste "finestre" le piante assorbono anidride carbonica, che viene in seguito incorporata nei carboidrati, gli zuccheri di cui si nutrono, e rilasciano ossigeno. Ma, attraverso queste aperture, avviene anche la perdita di acqua, che può minacciare il mondo vegetale in climi aridi. Le piante hanno quindi sviluppato reti di segnali in grado di ottimizzare l'ampiezza dell'apertura degli stomi in corrispondenza delle condizioni ambientali: i pori possono aprirsi o chiudersi a seconda della disponibilità di luce, CO2 e acqua. Ma come si sono evoluti i segnali per questa tipologia di regolazione? È ciò che hanno studiato i ricercatori della Julius-Maximilians-Universität Würzburg (JMU), in Baviera (Germania).

Lo stress idrico è uno dei grandi problemi dell’Umanità. Secondo le Nazioni Unite, riguarda più del 40 per cento della popolazione mondiale e potrebbe interessare i due terzi entro il 2025. Se tralasciamo i ghiacciai polari, il 96 per cento delle riserve di acqua dolce si trova nel sottosuolo.

Usando dati di origine satellitare, un gruppo di ricercatori della Brown University è riuscito a individuare per la prima volta acqua diffusa nella parte interiore di un antico deposito di un vulcano esplosivo sulla Luna.

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