Sapere Scienza

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È stato di recente caratterizzato un gene dello Staphylococcus aureus coinvolto nella virulenza, nella formazione di biofilm (aggregati di batteri) e nella resistenza ad alcuni antibiotici. Gli studi sono stati svolti da un gruppo di ricerca dell’Institut Pasteur - CNRS di Parigi e i risultati sono stati pubblicati nelle pagine della rivista internazionale PLoS Pathogens. Cos’è lo Staphylococcus aureus e perché questo lavoro potrebbe essere importante in termini di sanità pubblica? Scopriamolo insieme.

I batteri sono comunemente considerati microrganismi unicellulari ma in realtà moltissime specie batteriche sono in grado di formare vere e proprie colonie multicellulari, chiamate biofilm, all’interno delle quali i microrganismi sopravvivono nonostante condizioni ambientali sfavorevoli, colonizzando varie nicchie ecologiche sia viventi che inerti e comportandosi come organismi pluricellulari.
Deinococcus radiodurans è un batterio noto per la capacità di resistere a dosi di radiazioni circa tremila volte superiori a quelle sufficienti a uccidere un uomo. Questa incredibile proprietà gli ha consentito di entrare nel Guinness dei primati come la “forma di vita più resistente alle radiazioni”. Di conseguenza, l’attenzione…

L'antibioticoresistenza è uno degli ostacoli maggiori nella cura delle infezioni contratte in ospedale. Tra i batteri responsabili di queste patologie ci sono lo Staphylococcus aureus e la Pseudomonas aeruginosa. Quest'ultima è stata studiata da un gruppo di ricercatori dell'Università di Notre-Dame e dell'Università dell'Illinois di Urbana-Champaign, i quali hanno scoperto che parte della resistenza di questo microrganismo è dovuto alla sua capacità di comunicare, inviando segnali di sofferenza in risposta ad alcuni antibiotici.

È di circa un mese fa la notizia riguardante l’ultimo pasto di Ötzi, l’uomo di Similaun. Erano pezzi di carne essiccata di stambecco che per noi, Homo sapiens del 2017, è facile accostare allo speck, data anche la provenienza di questo cibo. Lo aveva consumato affrontando le dure salite e…
In prima posizione tra le “World Changing Ideas 2014” proposte dalla rivista Scientific American c’è la tecnologia CRISPR. Basata sul sistema attraverso il quale i batteri mantengono la memoria dei virus che li hanno attaccati, per meglio difendersi in futuro, il metodo CRISPR permette un editing del DNA veloce, poco…

Gli scienziati dell'Università di Cambridge hanno creato un organismo vivente il cui DNA è stato interamente prodotto dall'uomo. La studio è stato pubblicato mercoledì, 15 maggio 2019, su Nature. Gli straordinari risultati raggiunti potranno porre le basi per nuovi trattamenti medici ma serviranno anche a comprendere in maniera più approfondita l'alba della storia della vita sul nostro pianeta.

I ricercatori hanno modificato il codice genetico artefice di alcuni dei più straordinari colori presenti in natura. Si tratta dei colori strutturali, in questo caso appartenenti ad alcuni batteri, e lo studio apre le porte a una serie di applicazioni di tipo industriale quali la produzione di vernici totalmente biodegradabili e non tossiche.

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