Sapere Scienza

Sapere Scienza
Se oggi parliamo di nemico invisibile, immediatamente lo identifichiamo senza alcun dubbio: chiaramente è il nuovo Coronavirus, SARS-COV-2. Solo qualche mese fa buona parte di noi avrebbe riconosciuto con questo nome un altro grande nemico dell’umanità e dell’ambiente: l’inquinamento atmosferico, in particolare le polveri sottili.

Oggi, 5 giugno, in tutto il mondo si celebra la Giornata dell'Ambiente, un'occasione per acquisire consapevolezza e agire in difesa del nostro pianeta. La festività, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ogni anno – dal 1974 a oggi – ha posto sotto i riflettori un tema diverso su cui riflettere. L'argomento scelto per il 2018 è la "lotta alla plastica monouso".

Quante volte ci sarebbe piaciuto osservare il cielo stellato nelle calde serate estive e ci siamo accorti che l’illuminazione artificiale ci impediva di godere di questo spettacolo? L’inquinamento luminoso, che noi percepiamo soprattutto in situazioni come quella appena descritta, riveste un ruolo molto più esteso, con conseguenze che non possiamo sottovalutare.

Tra le forme di vita marina la varietà di comportamenti e specializzazioni è praticamente infinita e, sin dagli albori delle scienze moderne, l'osservazione di organismi che apparivano particolari per una ragione o l'altra ha sempre suscitato curiosità. È questo il caso di un piccolo verme piatto, chiamato Symsagittifera roscoffensis.

Molti di voi saranno venuti a conoscenza del problema dei rifiuti aerospaziali guardando Gravity, la pellicola del 2013 di Alfonso Cuarón, in cui la vita dei due astronauti protagonisti è messa in pericolo da un'onda di detriti ad alta velocità causata dallo scontro tra un missile russo e un satellite ormai in disuso. Stiamo veramente trasformando lo spazio in una discarica? Quali rischi presentano realmente i rifiuti che si trovano in orbita? Gli scienziati stanno cercando soluzioni per questo problema. La risposta potrebbe essere la missione RemoveDEBRIS.

Lo scorso novembre la Commissione europea ha votato per la maggioranza a favore dell’utilizzo del glifosato all’interno dell’UE per altri cinque anni. Nonostante gli scontri, i dubbi, le discussioni nel mondo scientifico, il “sì” è passato. Scopriamo insieme perché questa sostanza si sia meritata spesso le prime pagine dei giornali.

Il confinamento casalingo e la limitazione degli spostamenti di miliardi di persone hanno avuto effetti immediati sia sopra sia sotto i nostri piedi. Meno traffico, meno inquinamento Iniziamo guardando alla nostra atmosfera che sembra avere fatto una cura disintossicante. I satelliti di osservazione della Terra di NASA ed ESA sono…
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