Sapere Scienza

Sapere Scienza
Riconoscere il viso di una persona conosciuta, anche se visto rapidamente o di profilo, o in mezzo ad una folla, ci sembra una cosa naturale. Eppure solo recentemente ci siamo avvicinati alla comprensione di come il cervello dei primati riesca a decodificare con tanta precisione un sistema complesso quale un…

La Fondazione Carla Fendi, in occasione della nuova edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto, continua il suo percorso nella Scienza inaugurato con successo nel 2018.

 

Domenica 30 giugno, alle 11:00, il Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi di Spoleto ospiterà Ecce Robot, una narrazione integrata dalle astrazioni scientifiche dell'intelligenza artificiale alle applicazioni pratiche della robotica. A seguire il Premio Carla Fendi a due eccellenze femminili della Soft Robotica italiana, mentre dalle 10:00 si aprirà l'installazione Neural Mirror, nella ex Chiesa della Manna d'Oro.

 

Neural Mirror è una installazione che impiega l'intelligenza artificiale portandola in ambito artistico e di ricerca. Il visitatore, davanti ad interfacce specchianti, diventerà un flusso di informazioni interpretato e messo in scena dall’AI che ne rielaborerà l’immagine in tempo reale, trasformandola in un alter ego digitale. Le peculiarità fisiche saranno lette insieme al sesso, ai riferimenti demografici, agli stati emozionali: un riflesso virtuale, una sorta di identikit che la memoria dell’intelligenza artificiale affida a un segno grafico trasmesso alla stampa.

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Le piccole increspature di una lente a contatto o le imperfezioni di un bicchiere di vetro. Queste sono caratteristiche dei materiali difficili da cogliere, persino in ambienti molto illuminati. I ricercatori del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno trovato il modo di vedere l'invisibile al buio, distinguere particolarità o interi oggetti trasparenti, quasi impossibili da decifrare, in condizioni di mancanza di luce. Come hanno fatto e a cosa serve una tecnica come questa? Capiamolo insieme.

L'intelligenza artificiale è la protagonista di numerose ricerche in altrettanto numerosi ambiti della scienza: dalle scienze dei materiali alla fisica, passando anche per le discipline umanistiche. Sono in grado di macinare enormi quantità di dati e questo le rende attualmente degli strumenti insostituibili. Recentemente sono stati progettati nuovi modi per analizzare dati con le AI e questi traguardi sembrano suggerirci una domanda molto insidiosa. In un futuro lontano le macchine sostituiranno gli scienziati? Un articolo pubblicato su Quanta magazine riflette sulla questione.

Un team di ricercatori, provenienti dalle università di Lehigh, Toronto e dalla University of California (Berkeley), ha esaminato 1000 anni di sviluppo della lingua inglese, identificando l’algoritmo che descrive il modo in cui la mente umana ha creato i differenti sensi di una singola parola. Un risultato che potrebbe portare al miglioramento dell’interazione tra esseri umani e calcolatori.

È da decenni che gli scienziati fanno suonare il pianoforte ai robot. Nel caso dello studio pubblicato recentemente su Science Robotics, però, il tentativo diviene più ambizioso: gli ingegneri hanno cercato di avvicinarsi quanto più possibile alla riproduzione di un arto robotico con caratteristiche dell'anatomia umana. Quali sono stati i risultati? Capiamolo insieme.

È un nome evocativo quello di uno dei progetti scelti dalla Comunità Europea per lo sviluppo della ricerca su vasta scala nei prossimi decenni. Una macchina del tempo. Dove sarà in grado di portarci e con quali mezzi? Cerchiamo di orientarci tra le prime notizie che giungono dal sito ufficiale.

Secondo i dati raccolti in Italia tra il 2015 e il 2017 e pubblicati pochi mesi fa nel report dell'ISTAT, "La salute mentale nelle varie fasi della vita", con l'invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer e le demenze sono diventate patologie rilevanti per la salute pubblica. Si stima che circa il 4,7% della popolazione anziana ne sia affetta, in particolare le donne che superano gli ottanta anni (14,2%). Entrambe le malattie sono presenti tra le cause di morte in oltre 52.000 casi all'anno di decessi di anziani. In occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer che si celebra oggi, 21 settembre, vi parleremo della malattia e di un nuovo strumento ideato per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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