Sapere Scienza

Sapere Scienza
Due settimane fa, in banca, ho assistito a una scena che nel suo piccolo racconta un mondo del lavoro che cambia inesorabilmente. Le postazioni che un tempo si chiamavano “cassa” erano vuote. L’unico dipendente della banca presente in sala (non più giovanissimo) stazionava davanti a una macchina che effettua prelievi…

Il cubo di Rubik è un famoso rompicapo in tre dimensioni inventato negli anni Settanta. Un gioco a cui molti adolescenti (ma anche adulti) di quell'epoca si sono dedicati, complesso e appassionante dal punto di vista logico-matematico e manuale. È per questo motivo che risolvere questo tipo di puzzle è una sfida rilevante per un robot, per testarne le abilità. Ora, finalmente, Dactyl ci è riuscito. Di cosa si tratta? Che significato ha questo traguardo? Capiamolo insieme.

In archeologia ci sono quesiti che difficilmente trovano risposta con i tradizionali metodi di indagine. È per questo che un gruppo di ricercatori argentini e spagnoli ha utilizzato tecniche statistiche di machine learning per analizzare la relazione tra mobilità e tecnologia di gruppi di cacciatori-raccoglitori che hanno occupato il sud…

La comprensione del linguaggio e il suo utilizzo da parte dell'intelligenza artificiale sta divenendo un ambito in cui impiegare sempre più risorse: le nuove tecnologie, dalla ricerca in rete all'utilizzo di assistenti vocali come Alexa e Siri, fino ad arrivare alla domotica, necessitano di caratteristiche sempre più sofisticate. I ricercatori del MIT, in un articolo presentato durante la Empirical Methods in Natural Language Processing conference (conferenza riguardante i metodi empirici nell'elaborazione del linguaggio naturale), hanno descritto un nuovo metodo per insegnare alle macchine un linguaggio, prendendo spunto dal modo in cui i bambini imparano a parlare.

È un nome evocativo quello di uno dei progetti scelti dalla Comunità Europea per lo sviluppo della ricerca su vasta scala nei prossimi decenni. Una macchina del tempo. Dove sarà in grado di portarci e con quali mezzi? Cerchiamo di orientarci tra le prime notizie che giungono dal sito ufficiale.

I bambini affetti da disturbi dello spettro autistico mostrano spesso difficoltà nel riconoscimento delle emozioni provate dalle persone che li circondano. In un nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Science Robotics, è stata testata una terapia che ha come protagonista un piccolo robot in grado di mostrare differenti stati emozionali ai pazienti e di registrarne le reazioni. I dati raccolti, elaborati da una intelligenza artificiale, promettono di poter essere la base di nuove terapie personalizzate per far sì che i soggetti interessati possano imparare ad interagire sulla base delle emozioni proprie e dell'interlocutore, in questo caso il robot stesso.

Nelle sale cinematografiche sta per arrivare la pellicola su Han Solo, uno dei protagonisti della celebre e amatissima saga di Star Wars. Uno dei luoghi più evocativi della vecchia pellicola è Tatooine, il pianeta in cui è vissuto Luke Skywalker e dal quale si può ammirare un tramonto con due soli. Ed ecco che la fantasia irrompe nella realtà: corpi celesti che ruotano intorno a due o più soli esistono e gli astronomi della Columbia University hanno trovato un modo per individuare quelli che potrebbero ospitare la vita.

Nel campo delle scienze applicate si procede spesso per tentativi ed errori: è così, per esempio, che si sperimentano e si trovano i giusti materiali per la realizzazione di determinate tecnologie. Ciò succedeva anche per i LED ma i ricercatori della University of Houston hanno ideato un nuovo algoritmo: è abbastanza efficiente da poter girare su un comune personal computer e predire le proprietà di più di 100.000 composti per poter trovare il migliore per la produzione di fosfòri per questo tipo di illuminazione.

Dire quasi la stessa cosa. Si intitola così una delle opere di Umberto Eco, pubblicata nel 2003 e dedicata alla teoria della traduzione: una disciplina complessa che non può risolversi in una meccanica sostituzione di parole ma che coinvolge le culture delle lingue in questione, l'evoluzione dei linguaggi, le sensibilità di autori e traduttori e gli stili adoperati. Ed è proprio su quest'ultimo fattore che si sono concentrati i ricercatori del Dartmouth College (Stati Uniti). Per migliorare le traduzioni di testi svolte da un'intelligenza artificiale, in particolare per convertire un documento in differenti stili che si possano adattare a fasce di pubblico diverse, gli studiosi hanno fornito ai loro algoritmi dei dati particolari: hanno addestrato i propri calcolatori con la Sacra Bibbia.

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