Sapere Scienza

Sapere Scienza

Le geometrie che osserviamo in natura ci stupiscono nella loro regolarità. Il mondo vegetale ci dona tutti i giorni un caleidoscopio di colori e forme dal ritmo ipnotizzante: il girotondo dei petali dei fiori, la marcia immobile delle spine delle piante succulente, le esplosioni pirotecniche di alcune infiorescenze. E poi ci sono le foglie. La loro disposizione ha da sempre incuriosito gli scienziati che, negli anni Novanta, riuscirono a spiegare matematicamente gli schemi seguiti da queste strutture. Modelli che erano in grado di decifrare molto ma non tutto. Ora un gruppo di ricercatori dell'Università di Tokio ha aggiunto nuovi elementi di calcolo, riuscendo a illustrare schemi di foglie che, fino a ora, non trovavano un'equazione che li descrivesse.

Una soluzione a base di acqua e aghi di abete bianco della montagna toscana ottenuta attraverso un processo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato capacità antiossidanti equiparabili o migliori rispetto alle sostanze comunemente usate come riferimento, dalle vitamine C ed E, al resveratrolo alla quercetina. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del CNR, dell'Istituto di BIoMETeorologia-IBIMET (HCT-agrifood Laboratory) e dell'Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (IRET), pubblicato dalla rivista Foods.

Il sole sta tramontando, stiamo leggendo il nostro libro preferito, e le foglie della pianta sulla nostra scrivania s’illuminano fornendoci la luce necessaria per proseguire la nostra attività. Questa scena potrebbe non essere tanto surreale grazie alle sperimentazioni degli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology.

Le vediamo con le radici fissate nel terreno, che sia di un vaso o di un'area selvatica. Siamo sicuri che le ritroveremo sempre lì, nello stesso posto: potranno essere cresciute, avere foglie, fiori o frutti a seconda della stagione e, davanti a un pericolo, non potranno fuggire. Un insetto potrà nutrirsi di loro, un fulmine potrà bruciarle, chiunque potrà recidere parti di esse. Sono le piante. Ma siamo proprio sicuri che il mondo vegetale non sia fornito di meccanismi di difesa? Un articolo pubblicato su Science ci racconta una storia diversa.

Quante volte avrete visto qualcuno gettare un mozzicone di sigaretta per terra, sulle strade della vostra città, in campagna o in spiaggia. Una forma di inciviltà che non accenna a scomparire, forse perché in molti hanno difficoltà nell'associare i filtri alla categoria dei rifiuti. Eppure lo sono e ora, uno studio condotto dai ricercatori dell'Anglia Ruskin University (Cambridge, Inghilterra) ha dimostrato i danni che provocano se a contatto con la vegetazione.

Evolutionwatch, un orologio evolutivo per rivelare il numero di mutazioni in un determinato intervallo di tempo subite da una pianta selvatica. Questo studio, che ha permesso di osservare l’evoluzione in azione, è stato svolto dagli scienziati del Max Planck Institute for Developmental Biology. L’oggetto della ricerca è stato una piccola pianta che è ormai da molto tempo amica dei genetisti: l’Arabidopsis thaliana.

Si celebra oggi, 18 maggio 2019, la quinta giornata internazionale del "Fascination of Plants Day": nata sotto l'egida dell'European Plant Science Organization (EPSO), coinvolgerà scienziati da tutto il mondo impegnati nello studio delle piante. Tanti veneti vi attendono i numerose città d'Italia per tutto il mese di maggio.

 

L'obiettivo del "Fascination of Plants Day" è avvicinare il grande pubblico al misterioso e affascinante mondo delle piante e delle scienze vegetali, che svolgono un ruolo di primaria importanza per la conservazione dell'ambiente, la salute del pianeta, l'agricoltura e la sostenibilità della produzione alimentare. L'interazione delle piante nella vita quotidiana dell'essere umano è il fulcro attorno al quale ruota tutto l'evento.

 

Durante il mese di maggio 2019 in più di 70 città italiane, compresa Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, sono in programma più di 170 eventi organizzati da università, enti di ricerca, giardini botanici, musei e vivai che aprono le loro porte per raccontare le meraviglie del mondo vegetale e le nuove applicazioni che la scienza in ambito vegetale può offrire.

 

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, oltre al coordinamento, come ogni anno svolge un ruolo di primo piano con 32 eventi eterogenei organizzati in tutto il territorio nazionale da 7 Istituti – IPSP, ISPA, ISAFOM, IBBA, IBBR, ISPAAM, IBIMET) e dal Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari (Disba).
Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Informazioni aggiuntive

  • città Matera

Gli stomi sono piccolo pori presenti sulle foglie delle piante e, nonostante le loro dimensioni, esercitano una grande influenza sulla salute del nostro pianeta. Attraverso queste "finestre" le piante assorbono anidride carbonica, che viene in seguito incorporata nei carboidrati, gli zuccheri di cui si nutrono, e rilasciano ossigeno. Ma, attraverso queste aperture, avviene anche la perdita di acqua, che può minacciare il mondo vegetale in climi aridi. Le piante hanno quindi sviluppato reti di segnali in grado di ottimizzare l'ampiezza dell'apertura degli stomi in corrispondenza delle condizioni ambientali: i pori possono aprirsi o chiudersi a seconda della disponibilità di luce, CO2 e acqua. Ma come si sono evoluti i segnali per questa tipologia di regolazione? È ciò che hanno studiato i ricercatori della Julius-Maximilians-Universität Würzburg (JMU), in Baviera (Germania).

Modestia, tenacia e totale abnegazione: queste sono quasi certamente le caratteristiche che hanno permesso a Tu Youyou di vincere il premio Nobel per la Medicina, nel 2015, insieme a William C. Campbell e Satoshi Ōmura. La motivazione legata al riconoscimento sono le “sue scoperte riguardanti una nuova terapia contro la malaria”. Il percorso di questa donna straordinaria, premiata a 84 anni, si è intrecciato con la storia e le antiche tradizioni del suo paese, la Cina, e il progresso della medicina occidentale.

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