Sapere Scienza

Sapere Scienza

È passato circa un anno dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia. Costituiscono la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, come la definisce l’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I terremoti ebbero inizio il 24 agosto 2016 con successivi episodi, anche di magnitudo piuttosto elevate, con epicentri compresi tra la Valle del Tronto, i Monti Sibillini, i Monti della Laga e i Monti dell’Alto Aterno. Tutti ricordiamo la drammaticità di quei giorni e spesso siamo atterriti davanti alle forze che la natura può scatenare. Conoscere la geologia può aiutarci a comprendere e affrontare simili tragedie.

Il terremoto del 25 aprile in Nepal ha fatto registrare una magnitudo di 7.8 e ha liberato un’energia centinaia di volte superiore a quello dell’Aquila. Terremoti così forti non avvengono ovunque, ma si localizzano più spesso dove le placche litosferiche convergono tra loro nelle zone di subduzione o collisione continentale,…

Un terremoto è spesso seguito da eventi di intensità minore ma può accadere, invece, che tra le scosse successive ve ne sia una di magnitudo maggiore della principale. Sapere cosa accadrà, se il pericolo è passato o se la terra tremerà nuovamente e più di prima, sarebbe rilevante per il calcolo del rischio geologico e quindi essenziale per salvare vite. Laura Gulia e Stefan Wiemer, ricercatori del Servizio Sismologico Svizzero del Politecnico di Zurigo, stanno mettendo a punto un metodo che riesca, attraverso la valutazione di una specifica costante, a stabilire se il peggio deve ancora arrivare.

La forte scossa di magnitudo 6.5 della notte tra il 25 e il 26 novembre 2019 con epicentro tra Durazzo e Tirana in Albania sta lasciando dietro di sé la consueta triste scia di morti e feriti che sempre accompagna questi eventi, soprattutto quando avvengono in prossimità di centri abitati.…
Sono stati recentemente pubblicati su riviste internazionali i risultati di interessanti ricerche condotte da due gruppi italiani. Una di esse, in particolare, dimostra che potrebbe essere possibile prevedere quanto 'grande' sarà un terremoto sin dalle sue primissime fasi.
Si è svolto a fine novembre a Bologna il 33mo convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida. Si tratta dell'unico convegno in Italia dedicato annualmente alla geofisica e alla sismologia, in cui oltre 400 partecipanti si trovano per presentare e discutere le ricerche in corso.
Poco prima delle 8 del mattino del 15 gennaio 1915, uno dei terremoti più forti che abbiano avuto luogo in Italia colpì la Piana del Fucino (da poco prosciugata dall'antico lago), la Marsica e una vasta area tra Abruzzo e Lazio. Il terremoto di Avezzano raggiunse l'undicesimo grado su dodici…
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