Sapere Scienza

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BLOG - Spazio e scuola

La scienza in un amen

18 Giugno 2014

Primo giorno di maturità, tema su Quasimodo.

Bene, ecco il nostro piccolo contributo con una sua poesia tratta da La terra impareggiabile (1958) e scritta in occasione del lancio dello Sputnik-I, nell'ottobre del 1957, il primo satellite artificiale: la nuova luna, appunto. Interessante perché rivela un certo atteggiamento del poeta nei confronti... nei confronti di che cosa? Intanto leggete qui sotto, poi ne parliamo.

 

Alla nuova Luna

In principio Dio creò il cielo
e la terra, poi nel suo giorno
esatto mise i luminari in cielo,
e al settimo giorno si riposò.

Dopo miliardi di anni l'uomo,
fatto a sua immagine e somiglianza,
senza mai riposare, con la sua
intelligenza laica,
senza timore, nel cielo sereno
d'una notte d'ottobre,
mise altri luminari uguali
a quelli che giravano
dalla creazione del mondo. Amen.

 

Analisi semplicissima: due strofe, attività divina e attività umana. La contrapposizione è totale: dalla lenta pazienza e giustezza del Creatore, si passa a un'intelligenza umana laica senza timori ma inquieta, brulicante, oggi si direbbe stressata. Che cosa fa questa intelligenza umana? Alla luna vecchia, la luna di Dio, ne aggiunge una nuova, artificiale.

 

La chiave di lettura sembra proprio reggere sull'ultima parola: amen. Così è, così sia, in verità: come la vogliamo tradurre? A me sembra dover essere "cosi sia". Sembra essere la resa del poeta di fronte... e qui c'è il nuovo snodo. Di fronte alla tecnologia? Alla scienza? Alla guerra fra nazioni nello spazio? Ricordiamo che il lancio dello Sputnik segnò un rete (visto che siamo in periodo Mundial) a favore dell'Unione Sovietica e convinse gli Stati Uniti a fondare la NASA.

 

Non tutti erano d'accordo. Nello stesso periodo, Calvino scriveva cose di segno opposto. In Dialogo sul satellite, Racconti e apologhi sparsi, 1958, i successi della scienza tecnologica sono lo stimolo per aumentare l'impegno dell'uomo: "Bisognerebbe che la presenza del satellite non rimpicciolisse ma ingrandisse, aumentasse di peso e d'importanza ogni gesto umano, anche il più umile, e in tutti i lavori le lotte le ricerche si sentisse che l'era interplanetaria è cominciata." "(...) In ogni cosa che si fa dovremmo vedere un bambino che nasce (...)".

 

Amen, direi.

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