Sapere Scienza

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L'energia del Sole non è diminuita in centomila anni

29 Agosto 2014

L'energia del Sole non si è affievolita nel corso degli ultimi centomila anni. Lo hanno scoperto gli scienziati dell'esperimento internazionale Borexino, catturando per la prima volta i neutrini che la nostra stella produce nel suo nucleo.

Il Sole produce costantemente energia che riscalda il suo interno e gli impedisce di collassare sotto il suo peso. Finora, questa energia era stata misurata raccogliendo le radiazioni (fotoni) che raggiungono il nostro Pianeta. Il viaggio dei fotoni verso la Terra attraverso la densa materia del nucleo solare dura però circa centomila anni, e questo significa che le informazioni che si traggono da queste particelle riguardano l'energia prodotta nel Sole centomila anni fa. Ora però, gli scienziati dell'esperimento internazionale Borexino, ospitato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), sono riusciti a catturare i neutrini generati dalla reazione termonucleare dell'interno del Sole.

 

Queste particelle interagiscono in modo praticamente nullo con la materia e quindi possono viaggiare molto più velocemente verso la Terra, impiegando pochi secondi per uscire dall'interno del nucleo solare e arrivando sul nostro Pianeta in circa 8 minuti. Va da sé che, in questo caso, sono portatrici di informazioni che si riferiscono a soli otto minuti prima: confrontando questi dati con quelli ricavati dai fotoni, gli studiosi hanno scoperto che l'energia prodotta nella reazione protone-protone (p-p) all'interno del Sole è praticamente ancora quella di centomila anni fa, si legge nello studio pubblicato sulla rivista Nature.

 

"La reazione p-p è la catena di fusioni nucleari che fa funzionare il Sole e che è responsabile di circa il 99 per cento dell'energia solare. Grazie a questa nuova ricerca abbiamo confermato che la  nostra stella è una grande centrale a fusione nucleare" ha commentato Gianpaolo Bellini, dell'Infn, tra i padri dell'esperimento Borexino. Borexino è frutto di una collaborazione fra diversi paesi europei (Italia, Germania, Francia, Polonia), Stati Uniti e Russia, e che prenderà dati almeno per ancora quattro anni alla ricerca dei segreti dei neutrini non soltanto del Sole ma anche emessi dalla Terra.

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