Sapere Scienza

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Nel 2050 i processi alimentari causeranno notevoli emissioni di gas serra

9 Settembre 2014

Produrre cibo comporta emissione di gas serra. Ai ritmi attuali, se i processi legati al settore alimentare non rallenteranno, nel 2050 saranno responsabili da soli di una quantità di gas climalteranti pari praticamente alla totalità del target globale delle emissioni di gas serra. 

Il cibo che mangiamo ha un enorme impatto ambientale: in particolare, una dieta largamente a base di carne può causare un significativo incremento nelle emissioni di gas serra. Come si legge nello studio pubblicato dall'Università di Cambridge su Nature Climate Change, gli scienziati hanno analizzato alcuni dati come quelli relativi all'uso del territorio, al suo stato di 'salute' e alle biomasse agricole per creare un modello che confrontasse diversi scenari alimentari e di popolazione fino al 2050.

Mantenendo i trend attuali, entro il 2050 le terre coltivate aumenteranno del 42 per cento e l'uso dei fertilizzanti aumenterà del 45 per cento rispetto al 2009. Inoltre, un ulteriore decimo delle foreste tropicali incontaminate del mondo sparirà nel corso dei prossimi 35 anni. Lo studio dimostra che una maggiore deforestazione, l'uso di fertilizzanti e le emissioni di metano da parte del bestiame potrebbero causare un aumento delle emissioni di gas serra da produzione alimentare di circa l'80 per cento. Questo scenario potrebbe far sì che le emissioni derivanti dalla produzione di cibo, da sole, arrivino a coprire all'incirca il target delle emissioni di gas a effetto serra nel 2050 previsto per l'intera economia mondiale.

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