Sapere Scienza

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Un francobollo per Steve Jobs

2 Marzo 2014 di 


Questo febbraio, lo US Postal Service ha divulgato ufficiosamente alcuni dei temi da utilizzare per i francobolli che saranno realizzati nel 2015. Ha fatto subito notizia che uno di questi francobolli sarà dedicato a Steve Jobs, il noto fondatore di Apple, morto nel 2011 a causa di una malattia al pancreas.  

 

La consacrazione di un inventore-mito

Per un verso questa notizia non dovrebbe stupire: Jobs è stato uno dei più importanti imprenditori americani degli ultimi trent’anni e la dedica di un francobollo commemorativo alla sua memoria appare perfettamente in linea con le coordinate simboliche di un paese come gli Usa, storicamente votato al capitalismo e al valore dell’individualità. Ma c’è qualcosa di più.
Questo francobollo di Jobs rappresenta, infatti, anche un ulteriore tassello nel processo di consacrazione, nella memoria collettiva, della figura di un inventore di tecnologie. Già prima della sua morte, nel 2011, Steve Jobs è stato spesso acclamato dai fan di Apple in uno stile più comune per un cantante rock o per una stella del cinema. Dopo la sua morte, l’immagine di Jobs ha iniziato a rappresentare un vero e proprio mito in grado di incarnare alcuni dei valori, delle qualità e anche delle contraddizioni che caratterizzano la società contemporanea.

 

Tecnologia e spiritualità

Del resto, il processo di consacrazione pubblica di Jobs si era già manifestato con forza proprio in occasione della sua morte. In quell’occasione, non solo tutti i media globali dedicarono all’avvenimento ampi articoli, riproponendo – a tratti in modo ossessivo – i principali slogan di Jobs (come stay hungry, stay foolish). Ma nei giorni seguenti i negozi di computer Apple di tutto il mondo divennero meta di un vero e proprio pellegrinaggio di fan, di curiosi e di semplici turisti. I fan iniziarono a lasciare davanti ai negozi fiori, lettere di saluto e oggetti di vario tipo, tra cui molte mele morsicate, che richiamavano il brand dell’azienda, producendo così un inedito cortocircuito tra tecnologie, spiritualità e commercio. Per la prima volta i punti vendita di una multinazionale di tecnologie divennero un luogo di adunanza spirituale in cui gli affezionati utilizzatori delle tecnologie dell’azienda rendevano un ultimo saluto al loro creatore.

 

Se ogni epoca costruisce i miti a propria somiglianza, la consacrazione pubblica della figura di Jobs ci racconta senza dubbio una particolare sfaccettatura del ruolo delle tecnologie nella società contemporanea: queste tecnologie sono ormai entrate a far parte, oltre che delle nostre attività pratiche, anche della nostra cultura e della nostra immaginazione. E forse anche della nostra spiritualità postmoderna

 

[in foto: messaggi e oggetti lasciati dai fan davanti al negozio Apple di San Francisco, 6 ottobre 2011]

 

Paolo Magaudda

Sociologo dell'Università di Padova, dove si occupa del rapporto tra tecnoscienza, cultura e società, ed è segretario nazionale di STS Italia, la società scientifica che promuove lo studio sociale della scienza e della tecnologia.

Sito web: www.paomag.net

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