Sapere Scienza

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Come scegliere la fotocamera digitale

20 Gennaio 2023 di 

Mi capita spesso di dover rispondere alla domanda: “Che fotocamera mi consigli”? Beh, rispondere a questa precisa domanda è difficilissimo. Innanzitutto, bisogna valutare quali sono le competenze fotografiche della persona, poi capire se ha intenzione di imparare a post-produrre il file RAW o se è interessata solo al jpeg prodotto dalla fotocamera perché, in questo caso, non hanno molto senso le fotocamere di fascia medio-alta.
In questo articolo, comunque, tralasciamo quelle che sono destinate unicamente ai professionisti e dedichiamoci a quelle per gli appassionati di fotografia rispondendo a qualche domanda. Ad esempio, qual è la differenza tra reflex e mirrorless? Conviene di più comprare una fotocamera compatta o avere molti obiettivi diversi?

 

Le reflex


Fino a qualche tempo fa il top era rappresentato dalle “reflex” (Digital Single-Lens Reflex, DSLR). In due parole, si chiamano reflex perché hanno uno specchio che invia l’immagine catturata dall’obiettivo direttamente al mirino, che è puramente ottico. Quando scattiamo la foto, lo specchio si alza e l’immagine giunge sull’otturatore, che successivamente si apre, così l’immagine può essere letta dal sensore.
Le reflex montano obiettivi intercambiabili e sono piuttosto ingombranti.

 

Le mirrorless


Poi sono apparse le “mirrorless”, ovvero fotocamere senza specchio, sempre con gli obiettivi intercambiabili, ma meno ingombranti e più leggere, perché manca quella gobba tipica delle reflex che contiene il pentaprisma. Il mirino è elettronico, l’immagine proviene direttamente dal sensore.
I mirini elettronici attuali sono eccezionali, si vede anche meglio che nel mirino ottico delle reflex.
Tecnicamente le mirrorless hanno anche altri vantaggi (che non discuteremo in questo articolo), per cui Nikon e Canon hanno già annunciato che termineranno la produzione delle DSLR.

 

Le compatte


Infine, ci sono le fotocamere compatte: l’obiettivo non si può cambiare, sono più pratiche e maneggevoli. Di sicuro non ci appesantiremo mai portandoci dietro più obiettivi.
Alcune forniscono anche il RAW oltre al jpeg, altre, invece, forniscono il TIFF. Non sono da considerarsi macchinette economiche e/o qualitativamente scarse, specialmente se possono darci il RAW.

 

I sensori


Il cuore delle fotocamere è il sensore, vediamone le caratteristiche e quali sono le differenze.
Innanzitutto, la prima differenza sta nelle dimensioni. Il più grande misura 24 × 36 mm, come i fotogrammi delle pellicole 135 mm, e vengono chiamati “Full Frame” (FF). Li troviamo sia nelle DSLR che nelle mirrorless.
Sempre su queste due categorie troviamo dei sensori più piccoli, formato APS-C. Le dimensioni non sono sempre le stesse, ma variano di poco.
 

 


Da notare è soprattutto il rapporto fra i lati, che è 3:2, come quello delle pellicole 135 mm, noto anche come “Formato Leica”.
Sulle compatte troviamo sensori di altre dimensioni, più piccole, e differenti rapporti fra i lati.
L’altra differenza, ritenuta da molti importantissima, è nel numero di pixel. E qua, probabilmente, potrei sorprendere qualcuno. Infatti:


1.    il sensore non ha nemmeno un pixel, ma photosite. I pixel sono quelli delle immagini.
2.    ormai lo standard per i sensori è di 24 milioni di photosite (sulle brochure si parla comunque di pixel, è un errore voluto, come spieghiamoqui) che sono più che sufficienti non solo per gli appassionati, ma anche per la maggior parte dei professionisti. Pensate che le ammiraglie, sia di Nikon che di Canon, ne hanno meno di 24 milioni, vi spiego il motivo. A parità di dimensioni del sensore, meno sono i photosite e più sono grandi. Più sono grandi, più fotoni riescono a catturare. Di conseguenza, migliori sono le prestazioni in termini di “gamma dinamica” e “rapporto segnale/rumore”, che sono le caratteristiche più importanti dei sensori.


Per questo le professionali generalmente montano sensori FF, ma le top della gamma “consumer”, non sono poi tanto inferiori alle FF.

 

Conclusioni


Ora veniamo alla dura realtà. Possiamo comprare l’ammiraglia della marca preferita, l’obiettivo più costoso e performante, ma se non sappiamo come scegliere l’esposizione appropriata e se non facciamo, come si deve, la post-produzione del RAW, avremo speso soldi inutilmente.
La fotografia digitale è così, la post-produzione non è opzionale e ci vuole tanto studio, sia per scattare correttamente, sia per lo sviluppo del RAW.
Quindi, se l’idea è quella di scattare delle foto ricordo, ci sono delle ottime compatte fra cui scegliere.
Se, invece, si vuole fare seriamente fotografia, non basta la fotocamera, servono un computer e un monitor appropriati, dei software di sviluppo, la sonda di calibrazione del monitor e tanto studio.
Bisogna investire sulla formazione, però, posso garantirlo, le soddisfazioni sono tantissime.
Come dicevo, ormai il mito della reflex sta tramontando, le mirrorless vanno benissimo. In questo caso la scelta è fra FF e APS-C. Non considerate solo il costo della macchina perché servono anche le ottiche, e quelle per FF costano di più perché, se il sensore è più grande, gli obiettivi necessitano di lenti più grandi.

 

 

 

Sergio Nuzzo

Tecnico elettronico, ha iniziato la carriera lavorativa nell’ambito della strumentazione scientifica, lavorando per due delle più importanti aziende a livello mondiale, in veste di Field Service Engineer. Dal 1994 è Collaboratore Tecnico dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici, sede di Bari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Fotoamatore fin da giovanissimo, sviluppa particolare interesse per la scienza e la tecnologia della fotografia digitale. Grazie alle conoscenze acquisite con i suoi studi, con l’autorizzazione del suo Ente, ha collaborato con un’importante azienda del settore fotografico, tenendo corsi e lezioni aperte per fotografi professionisti.

copertina   novembre-dicembre 2022

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