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Dendrogramma: nessun mistero

2 Agosto 2016 di 

Ricorderete forse il Dendrogramma, uno strano piccolo animale gelatinoso descritto nel 2014 da studiosi danesi e che per un po’ aveva messo a soqquadro il mondo della zoologia, dato che non si riusciva a comprendere cosa fosse realmente questo organismo; si era arrivati addirittura ad ipotizzare che questo strano animale avesse relazioni con i Vendozoa, cioè organismi vissuti prima del Cambriano, le cui affinità filogenetiche sono tutt’ora oggetto di appassionate discussioni tra i paleontologi che se ne occupano.
Ebbene, questo nuovo secolo è iniziato all’insegna della genetica come risposta a ogni cosa, ed anche questa volta le analisi genetiche hanno potuto risolvere un piccolo ma significativo mistero che la sola ricognizione morfologica non aveva saputo spiegare. Dendrogramma sarebbe infatti “solo” un sifonoforo.

 

I sifonofori

Per quanto decisamente particolari, i sifonofori sono più comuni di quel che si possa pensare leggendone il nome. Componenti del plankton gelatinoso, come la barchetta di S.Pietro (Velella sp.), o la più nota e molto pericolosa caravella portoghese (Physalia physalis) sono in realtà colonie, formate da un animale che fa da galleggiante (pneumatoforo), un “blocco” di manovra (nectoforo) con nectozoidi (animali a forma di campana per la propulsione), e un “corpo” di unità che si ripetono detti cormidi. Questi cormidi sono a loro volta specializzati per varie funzioni (gastrozoidi per la cattura e digestione del cibo, gonodendri per la riproduzione, e così via).

 

Fine di un mistero?

Studi genetici dimostrerebbero che Dendrogramma è “solo” un cormidio di un sifonoforo non ancora noto appartenente alla famiglia Rhodaliidae, anche se probabilmente si tratta di una nuova specie o addirittura un nuovo genere (quindi Dendrogramma enigmatica sarebbe un nome valido), perché le strutture presenti in questo organismo non sono mai state osservate in alcun altro sifonoforo.
La scienza può rispondere alle nostre domande ma fin troppo spesso la risposta genera altre domande; per citare i Rush, “più pensiamo di sapere, più grande diventa l’ignoto”.

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Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

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