Sapere Scienza

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Il corteggiamento dei dinosauri

22 Febbraio 2016 di 

Abbiamo già visto come sia possibile risalire ad alcuni schemi comportamentali tramite lo studio delle impronte e delle tracce lasciate dagli organismi: l’icnologia (e la paleoicnologia con essa) rappresenta un campo importantissimo anche al di fuori degli studi naturalistici, e spesso l’analisi delle impronte o delle piste viene utilizzata per confermare modelli e teorie.

Proprio grazie a nuovi studi su alcune impronte attribuite a dinosauri teropodi (i carnivori, per intenderci, e diretti antenati degli uccelli, che sono anch’essi teropodi), i paleontologi hanno potuto aggiungere un nuovo tassello alle nostre conoscenze sul mondo dei più famosi animali preistorici di sempre, confermando anche una serie di teorie derivate dall’osservazione diretta dei resti fossili. Si è infatti scoperto - ma lo si sospettava da decenni - che i teropodi utilizzavano comportamenti ritualizzati per corteggiare le femmine; una notizia che ci piace riportare a proposito poco dopo la ormai commercialissima “festa degli innamorati”.


Il concetto di “Lek”

Con il termine lek, gli etologi definiscono un’area comune in cui due o più maschi si esibiscono in schermi rituali di corteggiamento. Naturalmente la grande maggioranza degli studi sui lek e sul lekking behaviour è basata sugli uccelli, che sono dotati di un bel po’ di strumenti per corteggiare le loro femmine, incluse penne, piume, colori, canti e danze (non dimentichiamo l’apparecchiare giardini e portare regali, un po’ come i loro analoghi umani).
Uno dei comportamenti più semplici è quello di graffiare il terreno con gli artigli delle zampe posteriori, ed è esattamente ciò che i paleontologi hanno ricostruito dallo studio di una nuova specie di tracce fossili, denominata Ostendichnus bilobatus, la “traccia di esibizione a due lobi”.


Ostendichnus

Queste peculiari tracce sono state descritte dal Cretaceo delle Arenarie Dakota, nel Colorado, e sembrerebbero rappresentare per l’appunto un lek, in cui i maschi di una specie non identificata di grandi teropodi probabilmente si radunavano per fare bella mostra di sé dinanzi alle femmine. Un comportamento attestato in diversi uccelli attuali, i cui ambienti di vita però concedono un basso potenziale di conservazione alle loro tracce - come nel caso degli struzzi nelle savane o di alcuni uccelli ripari su spiagge di ciottoli o sabbia grossolana. È interessante quindi poter constatare che molti comportamenti degli uccelli attuali trovano le loro radici in tempi davvero remoti, ed evidentemente funzionano bene, dato che si sono conservati fino a oggi.

 

[Immagine: credit Xing Lida]

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

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