Sapere Scienza

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Lo strano caso dei Surales

1 Giugno 2016 di 

La Natura ci sorprende spesso con paesaggi mozzafiato e organismi incredibili, eppure molti dei suoi misteri nascosti sono opera di animali o piante che consideriamo umili o addirittura repellenti. Tra questi rientrano i lombrichi: comunemente evitati o considerati come esca per i pesci, sono animali incredibilmente fondamentali per i terreni e le piante che ci vivono e Charles Darwin dedicò loro una monografia scritta con passione e impegno (ma certamente molto meno famosa dei suoi best seller). Nelle ultime settimane i lombrichi sono tornati alla ribalta nel mondo scientifico per via di un curioso, e finora poco studiato, tipo di paesaggio che si incontra nell’area del bacino dell’Orinoco: i surales.

 

Il paesaggio a surales

Questo particolare paesaggio è stato descritto nelle zone della Colombia e del Venezuela note come Orinoco Llanas, ed è davvero incredibile: si tratta di un reticolato di fossati poco profondi che circondano monticelli di quel che sembra terriccio, spesso larghi fino a due metri e alti quasi un metro. Il paesaggio a surales è difficile da affrontare sia a piedi che a cavallo, ed è ben conosciuto nel mondo scientifico fin dagli anni ’40 del XX secolo, ma solo oggi gli studiosi sono finalmente riusciti a modellizzare questa incredibile conformazione di terreno: una spiegazione che non dipende dagli agenti atmosferici o dalle acque, ma da qualcosa di davvero inaspettato.

 

Condomini di lombrichi

I surales sono essenzialmente massicci cumuli di escrementi di lombrichi. Gli animali si nutrono nelle zone attorno ai cumuli inghiottendo il terreno, e poi depositano il sedimento “ripulito” sempre nella stessa zona, che prende man mano forma di cumulo. Che i lombrichi fossero implicati nella formazione dei surales, era già stato sospettato (dopotutto uno dei nomi per questo tipo di paesaggio nelle lingue locali è lombrizales), ma uno studio dettagliato pubblicato da poco è riuscito non solo a identificare il genere di lombrichi maggiormente coinvolto nella formazione (Andiorrhinus), ma anche a proporre un modello di crescita dei surales che spiegherebbe le diverse conformazioni di questi particolari paesaggi e anche il ruolo di altri biocostruttori e le comunità di piante che si installano sui cumuli e nelle trincee attorno a essi. Abbiamo di fronte l’ennesima dimostrazione che anche gli organismi che ci sembrano insignificanti possono seriamente cambiare chilometri di paesaggio attorno a loro, proprio come fanno gli esseri umani - ma senza gli effetti deleteri del caso.

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

copertina   marzo-aprile 2022

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