Sapere Scienza

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Manta allo specchio: l’autoconsapevolezza di un pesce

20 Aprile 2016 di 

La manta (Manta birostris) è senza dubbio uno dei pesci cartilaginei più noti al mondo, grazie alle sue considerevoli dimensioni ed all’aspetto quasi da fantascienza, sebbene non tutti sappiano che le mante sono parenti stretti degli squali, anche se si nutrono solo di plancton e piccoli pesci. Un’altra cosa poco nota su questo incredibile pesce pelagico è che esso ha il cervello più grande tra tutti i pesci, e il suo quoziente di encefalizzazione (il rapporto tra massa del cervello di un dato animale e massa del cervello in un tipico animale della stessa taglia, che viene usato come misura approssimativa della possibile intelligenza di un organismo) è simile a quello delle poche specie finora note che abbiano passato il test di MSR (Mirror Self-Recognition, “riconoscersi allo specchio”).

 

MSR: riconoscersi allo specchio

La capacità di un organismo messo di fronte a uno specchio di capire che ciò che vede non è un altro esemplare della stessa specie, bensì l’immagine di se stesso, è in genere un indice dell’alto livello di intelligenza dell’organismo stesso. Per lungo tempo, infatti, molti studiosi hanno sostenuto che la vera differenza tra uomo e altri animali stesse proprio nell’autoconsapevolezza.

Le ricerche hanno tuttavia dimostrato ben altra realtà: sebbene pochi, alcuni animali sono capaci di riconoscersi allo specchio (le grandi scimmie, il tursiope, e la gazza). Tra i pesci, questa capacità non è assolutamente nota - sebbene alcuni studi abbiano dimostrato una sorta di “autoconsapevolezza chimica” (cioè alcuni pesci sono in grado di riconoscere sé stessi chimicamente). Un recentissimo articolo ha invece dimostrato per la prima volta che le mante sarebbero in grado di passare il test MSR.

 

La manta e lo specchio

Nei test effettuati da Ari e D’Agostino, pubblicati poche settimane fa, le mante hanno dimostrato dinanzi allo specchio comportamenti estremamente simili a quelli mostrati dai tursiopi, che sembrerebbero indicare autoconsapevolezza in questi meravigliosi pesci. Siccome la struttura cerebrale degli elasmobranchi e quella di cetacei e primati ha diverse convergenze morfologiche e funzionali, è possibile che tale consapevolezza nelle mante possa indicare che questi animali esibiscano comportamenti sociali complessi finora nemmeno ipotizzati, oltre ad aggiungere un altro organismo alla lista dei “vincitori del MRS”.

Per quanto gli autori dello studio abbiano ammesso che occorrono ulteriori ricerche, questa scoperta rappresenta un altro passo verso la nostra consapevolezza che in questo mondo noi umani non siamo davvero un caso unico.

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

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