Sapere Scienza

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Una galassia per cena: trovati i resti di una galassia scomparsa

3 Dicembre 2021 di 

Le galassie che popolano il nostro Universo si sono probabilmente formate combinando assieme galassie più piccole, come dei mattoni usati per costruire un edificio. La nostra, la Via Lattea, è il risultato di questo processo, e molti dei “mattoni” utilizzati sono stati scoperti recentemente, anche grazie alla missione Gaia dell’ESA. Si è capito inoltre che le galassie più piccole si formano seguendo lo stesso schema.

 

Studiare la composizione chimica delle stelle per sapere da dove vengono


Quando una galassia viene inglobata da una più massiva, essa viene totalmente distrutta da questo processo e le sue stelle diventano parte di quella maggiore. Come possiamo allora distinguere le stelle di una galassia da quelle originatesi altrove?
Un potentissimo strumento per individuarne una nata in altri ambienti è lo studio della sua composizione chimica: questa rappresenta infatti una sorta di DNA, definendo delle caratteristiche “genetiche” che non possono essere cancellate anche se la stella è stata inglobata in una nuova galassia.
L’abbondanza di diverse specie chimiche in una stella può essere usata quindi come un potente “test del DNA” che ci permette di tracciare la genealogia delle stelle osservate e distinguere quelle nate in galassie caratterizzate da una diversa evoluzione chimica, e quindi con un diverso materiale genetico.

 

Trovati i resti di una galassia scomparsa


La Grande Nube di Magellano è tra le più grandi galassie satellite della Via Lattea e offre un’eccezionale opportunità di studiare il meccanismo di formazione di una galassia irregolare così vicina a noi. L’analisi di spettri ad alta risoluzione dei suoi elementi è quindi uno strumento ideale per studiare la sua storia di arricchimento chimico ed evoluzione.
Tra i suoi ammassi globulari, uno di essi (chiamato NGC2005) si è rivelato un’autentica sorpresa, come abbiamo visto in questo articolo recentemente pubblicato su Nature astronomy. Il test del DNA è stato inequivocabile: la sua composizione chimica risulta nettamente distinta da quella dei suoi “fratelli” (che al contrario hanno una chimica simile e coerente fra di loro). Questo dimostra che NGC2005 deve essere nato in una galassia che ha avuto un’evoluzione chimica differente da quella della Grande Nube di Magellano e probabilmente simile alle galassie sferoidali nane che osserviamo oggi nel Gruppo Locale.

 

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Quella dove si è formato NGC2005 era probabilmente una piccola galassia satellite della Grande Nube di Magellano, in seguito da essa inglobata e oggi totalmente distrutta. NGC2005 risulta quindi l’unico testimone sopravvissuto di questo antico sistema, conservando nel DNA chimico memoria della sua evoluzione.
Il processo di formazione gerarchica delle galassie (con cui spieghiamo la formazione della Via Lattea) è quindi avvenuto anche su scale più piccole. Si tratta perciò di un meccanismo che contribuisce alla formazione delle galassie, indipendentemente dalle loro dimensioni.

Alessio Mucciarelli

Alessio Mucciarelli è Professore Associato presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna. Si occupa delle caratteristiche chimiche delle popolazioni stellari nella nostra Galassia e nel Gruppo Locale.

copertina   novembre-dicembre 2021

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