Sapere Scienza

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Ebola: quali speranze dal farmaco ZMapp?

19 Settembre 2014 di 

Il virus Ebola continua, purtroppo, a mietere vittime in Africa occidentale. Secondo i più recenti dati riportati dall'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) sarebbero 3685 i casi (probabili, confermati e sospetti) e 1841 le morti provocate dall’epidemia che si sta verificando in Guinea, Liberia e Sierra leone. In Nigeria, sono stati riportati 21 casi e 7 morti; in Senegal, è stato riportato un nuovo caso pochi giorni fa. In questi giorni, partirà la sperimentazione sull’uomo di un vaccino già saggiato sugli animali, ma ci vorranno mesi per valutarne la reale efficacia sull’uomo. Come sappiamo, alcuni soggetti infetti sono stati trattati con un siero sperimentale prodotto da Mapp Biopharmaceutical Inc, chiamato ZMapp. Questo farmaco, lungi dall’essere un siero miracoloso, è costituito da un mix di tre anticorpi monoclonali, ovvero anticorpi prodotti in laboratorio tramite tecniche di ingegneria genetica che si legano in modo specifico alle proteine del virus Ebola. ZMapp non è quindi un vaccino e non può essere utilizzato per la prevenzione ma solo come trattamento di pazienti già infetti.

 

ZMapp funziona?

Alcuni pazienti trattati con questo farmaco sono guariti ma questo non basta a dimostrarne l’efficacia. La loro guarigione potrebbe essere infatti attribuibile alla terapia di supporto o semplicemente alla precocità dell’intervento medico. I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta, in un documento online, sottolinea alcuni importanti punti riguardo il farmaco ZMapp. Per esempio: è troppo presto per dire se il siero ZMapp sia effettivamente efficace contro l’infezione virale, poiché non sono ancora stati effettuati i trial clinici necessari ad accertarne efficacia e la sicurezza sull’uomo; questo farmaco è inoltre disponibile in dosi limitate, quindi non può essere utilizzato per uso generale. Al momento, dunque, l’unico modo per combattere l’epidemia è l’impiego di adeguate norme igieniche nella gestione del paziente infetto e l’identificazione e l’isolamento del più elevato numero possibile di casi, per bloccare il dilagare dell’infezione. La sfida è ancora aperta…

[foto: credit Mohammed Elshamy/Anadolu Agency]

Tiziana Melillo

Laureata in Scienze Biologiche e specialista in Microbiologia e Virologia, ha inoltre conseguito un master in "Nutrizione personalizzata: basi molecolari e genetiche". Attualmente lavora come microbiologa nel Laboratorio Analisi dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma e insegna Microbiologia Clinica presso l'Università di Tor Vergata. Esercita anche attività privata di nutrizionista.

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